Legge del 4 giugno 2010 - Test d'Italiano per il Rilascio del Permesso di Soggiorno per Motivi di Studio e/o Lavoro per Stranieri

Con il Decreto del 4 giugno 2010 il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha sancito le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana al cui superamento è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno, per motivi di studio e/o di lavoro, della Comunità Europea per soggiornanti di lungo periodo. Per ottenere il permesso in questione il cittadino straniero deve presentare un certificato di competenza pari almeno al livello A2 del Quadro Comune Europeo di riferimento, o sostenere un test linguistico presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (o Centri Territoriali Permanenti), oppure dimostrare di avere frequentato un corso di lingua italiana presso le stesse strutture. Il decreto, inoltre, individua negli Enti certificatori i soggetti deputati alla stesura di linee guida per l'elaborazione, la somministrazione e la valutazione dei test. A questo scopo la Società Dante Alighieri, in qualità di ente capofila, l'Università per gli Studi di Roma Tre, l'Università per Stranieri di Perugia e l'Università per Stranieri di Siena si sono costituite il 30 novembre 2010 in un’Associazione Temporanea di Scopo per elaborare un progetto scientifico  che ha visto l’elaborazione di un Sillabo per il livello A2 e di tre Sillabi per i livelli di competenza A1, B1 e B2, la stesura di un Vademecum per la somministrazione dei test, la produzione di materiali formativi.

 

Sulla G.U. 11 giugno 2010, n. 134. è stato pubblicato il DECRETO del MINISTERO DELL’INTERNO  4 giugno 2010  sulle  modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana, previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, introdotto dall’articolo 1, comma 22, lettera i) della legge n. 94/2009, di cui di seguito si evidenziano gli aspetti  significativi del provvedimento.

 1. Il superamento del test è indispensabile per il  rilascio del permesso di soggiorno nei Paesi dell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo, in base alla previsione  dell’art. 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

2. Le disposizioni del decreto si applicano a tutti gli stranieri che chiedono il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo   ed ai familiari degli stessi, mentre  non si applicano: a) ai figli minori degli anni quattordici, anche nati fuori dal matrimonio, propri e del coniuge; b) allo straniero affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o da handicap, attestate mediante certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica.

 3. Per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, lo straniero deve possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa.

4. Per la verifica della conoscenza della lingua italiana, conforme al livello indicato sopra, lo straniero effettua uno apposito test secondo le modalità indicate  di seguito.

 5a. Lo straniero che è sul territorio nazionale presenta, con modalità informatiche, la richiesta di partecipazione al test di conoscenza della lingua italiana alla prefettura territorialmente competente in base al domicilio del richiedente, precisando nella domanda, a pena di inammissibilità, l’indicazione delle generalità del richiedente, i dati relativi al titolo di soggiorno, compresa la scadenza e la tipologia, i dati del documento valido per l’espatrio, e l’indirizzo presso cui lo straniero intende ricevere la convocazione per lo svolgimento della prova.

5b. Lo straniero che non è presente in territorio nazionale, deve presentare apposita documentazione, per ottenere il VISTO di ingresso, al Consolato italiano, per motivi di studio e/o lavoro. Tra gli altri documenti deve presentare documentazione comprovante la sua conoscenza della lingua italiana.

6. La convocazione da parte della prefettura avviene entro sessanta giorni dalla richiesta con l’indicazione il giorno, l’ora ed il luogo in cui lo straniero, in permanenza sul territorio italiano, si deve presentare.

 7. Il test si svolge,   con modalità informatiche, ed è strutturato sulla comprensione di brevi testi e sulla capacità di interazione, in conformità ai parametri adottati, per le specifiche abilità, dagli Enti di certificazione sotto precisati. Il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione del punteggio e la durata della prova sono stabiliti in collaborazione con un Ente di certificazione compreso tra quelli  specificati sotto a), a seguito di apposita convenzione da stipulare con il Ministero dell’interno.    Per superare il test il candidato deve conseguire almeno l’ottanta per cento del punteggio complessivo.

 8. A richiesta dell’interessato il test   può essere svolto con modalità scritte di tipo non informatico, fermi restando l’identità del contenuto della prova, i criteri di valutazione ed il limite temporale, fissati per il test svolto con modalità informatiche.

 9. In caso di esito negativo, lo straniero può ripetere la prova, previa  presentazione di nuova richiesta.  

10. Non è tenuto allo svolgimento del test  in parola lo straniero:

a) in possesso di un attestato di conoscenza della lingua italiana che certifica un livello di conoscenza non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d’Europa, rilasciato dagli Enti Certificatori riconosciuti dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, indicati nell’allegato A, che costituisce parte integrante del   decreto;

b) che ha frequentato un corso di lingua italiana presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti di cui all’art. 1, comma 632, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modifiche e integrazioni, ed ha conseguito, al termine del corso, un titolo che attesta il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue, approvato dal Consiglio d’Europa;

c) che ha ottenuto, nell’ambito dei crediti maturati per l’accordo di integrazione di cui all’art. 4-bis del Testo unico, il riconoscimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue, approvato dal Consiglio d’Europa;

d) che ha conseguito il diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado presso un istituto scolastico appartenente al sistema italiano di istruzione di cui all’art. 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62 o ha conseguito, presso i centri provinciali per l’istruzione di cui alla lettera b), il diploma di scuola secondaria di primo o di secondo grado, ovvero frequenta un corso di studi presso una Università italiana statale o non statale legalmente riconosciuta, o frequenta in Italia il dottorato o un master universitario;

e) che è entrato in Italia ai sensi dell’art. 27, comma 1, lettere a), c) d), e q), del Testo unico e svolge una delle attività indicate nelle disposizioni medesime.

f) lo straniero, non ancora entrato in territorio italiano, dovrà sostenere un esame di merito o presso l’Ambasciata/Consolato italiano del suo paesi di origine, oppure frequentare un corso di lingua italiana, con il conseguente rilascio di certificazione di merito rilasciato dagli Enti Certificatori riconosciuti dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, indicati nell’allegato A, che costituisce parte integrante del   decreto.

11. Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, la questura verifica la sussistenza del livello di conoscenza della lingua italiana indicato  attraverso il riscontro dell’esito positivo del test riportato nel sistema informativo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno  ovvero attraverso   il riscontro della documentazione da allegare alla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno e, l’accertamento delle condizioni o dei titoli dichiarati dallo straniero.

12. Il prefetto territorialmente competente, individua in ambito provinciale le sedi per lo svolgimento del test, anche attraverso accordi con gli enti locali e le istituzioni scolastiche. I consigli territoriali per l’immigrazione di cui all’art. 3, comma 6, del Testo unico, anche attraverso accordi con enti pubblici e privati e con associazioni attive nel campo dell’assistenza agli immigrati, nell’ambito delle risorse statali e comunitarie disponibili, promuovono progetti di informazione per illustrare le modalità di attestazione della conoscenza della lingua italiana ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e progetti per la preparazione al test . 

13. Il decreto ministeriale si applica a decorrere dal centottantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

14. Enti certificatori riconosciuti dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono:

1) Università degli studi di Roma Tre;

2) Università per stranieri di Perugia;

3) Università per stranieri di Siena;

4) Società Dante Alighieri.

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